Interviews

 

Nilza Costa: il primo album e tanti progetti

Tra le eterogenee personalità presenti sulla variopinta scena musicale bolognese degli ultimi anni, Nilza Costa è senz’altro una delle figure più singolari ed affascinanti. Cantautrice dalla voce cosi vigorosamente profonda da riuscire a rapire l’ascoltatore sin dal primo istante. Partita da Ondina, una città vicina a Salvador di Bahia in Brasile, per arrivare a Bologna nel 2006, ha sempre conservato sin dalla prima infanzia un fortissimo legame con la sue origini e con le tradizioni musicali di influenza africana presenti nella sua città natale. La sua opera è dunque un connubio tra queste tradizioni etniche, caratterizzate dalle ritmiche tipiche della cultura latino-americana, ed altre sonorità che sono quelle del Jazz, del Reggae e del Soul.

Nilza attualmente fa parte dell’ associazione culturale “Gastrobahia” impegnata nella valorizzazione della cultura afro-brasiliana a Bologna, con iniziative volte a far conoscere specialità culinarie, musiche, danze ed altre peculiarità provenienti dalla ricca tradizione multiculturale baiana.

Quest’anno Nilza Costa ha inoltre registrato il suo primo album in studio. Il disco comprende dieci brani caratterizzati da un sound molto ricercato e da testi in portoghese e in inglese che esprimono principalmente questioni etico-sociali e politiche volti a scuotere la coscienza dell’ascoltatore, collocabile nell’ ambito della world music AfroJazz, l’album si presenta come un’opera raffinatamente elaborata.

Nilza sta ora cercando di promuovere il suo progetto musicale attraverso il “Crowdfunding”, ovvero una nuova tipologia di finanziamento collaborativo da parte di gruppi o persone.

L’intervista che segue è frutto di un incontro con la cantante presso gli studi di SoundLab a Bologna

 

Nilza, quando hai scoperto di voler diventare una cantante?

Da piccola, quando cantavo nel coro parrocchiale della chiesa di paese, li è nata la mia passione per la musica. Cantavamo soprattutto Gospel , ma ben presto mi sono iniziati a piacere molti altri generi musicali sia legati alla tradizione afro-americana che di diverso tipo. Ho scritto la mia prima  canzone all’età di dodici anni.

 

L’album che hai da poco registrato è frutto di una certa fase della tua vita o elaborato in diversi periodi?

Tutte le canzoni presenti in questo album sono state scritte in Italia sin dal mio arrivo a Bologna nel 2006.

 

Quindi, cosa è cambiato dal 2006 ad oggi?

Prima di arrivare in Italia avevo sempre e solamente cantato in diversi cori e la gente mi continuava a chiedere per quale motivo non provassi a cantare come solista visto che avevo già un buon repertorio di canzoni scritte da me, ma io ero molto timida e lo sono ancora. Una volta arrivata in Italia ho abbandonato questa mia paura e sono riuscita ad acquisire più sicurezza di anno in anno.

 

Esiste una canzone nell’album che tu consideri particolarmente significativa?

Ce ne sono due o tre che mi piacciono particolarmente e sulle quali ho lavorato con molta forza emotiva, sto parlando di Pedra de Pedro, Blues Yansa e Inspiracao primeira.

 

E quali sono i temi e le questioni che tratti in queste ed altre canzoni?

Principalmente parlo di questioni sociali e politiche spesso legate ad un avvenimento, alla situazione generale o ad un’esperienza personale che mi è successa… Mi piacerebbe scrivere di amore ma lo considero un argomento molto complesso e da trattare con la giusta intensità, Pedra de Pedro parla di amore ma non tra due persone, piuttosto di amore come idea universale.

 

Come trovi l’ispirazione? Esiste un’artista o diversi artisti nei quali ti rispecchi?

Semplicemente mi piace scrivere, spesso parto dal pensare ad un problema o da un male sociale presente nel mondo e scrivendo musica vorrei fare in modo che questa funga da terapia o magari da conforto per me e per gli altri, tutto ciò attraverso un processo naturale. Gli artisti che prediligo sono moltissimi, in questo momento mi vengono in mente Ian Curtis e Bob Marley in particolare.

 

Perché un album in portoghese ed inglese in Italia?

Per me la musica è un qualcosa di universale che appartiene indifferentemente a tutti, non importa da dove proviene o come la canti, ma piuttosto che esista dappertutto sotto svariate forme.

 

Mi hanno parlato della raccolta fondi che tu e i tuoi collaboratori avete organizzato per la produzione del disco, sapresti dirmi come funziona?

Si, siamo alla ricerca di altri collaboratori, abbiamo messo l’album online e speriamo di trovare qualcuno che abbia voglia di aiutarci nel portare avanti il progetto, è una pratica piuttosto diffusa.

 

Hai altri progetti per il futuro?

Da brava brasiliana posso dire che il mio futuro è adesso… Non ho l’abitudine di pensare a ciò che succederà più tardi o il prossimo anno e cosi via.

 

Comunque, ho visto che hai collaborato con diversi artisti in passato, un domani con chi ti piacerebbe collaborare?

Non saprei, non è importante che sia qualcuno di famoso, poiché a mio parere siamo tutti famosi… Cosi su due piedi direi Andrea Bocelli, lo ascolto sin da quando ero in Brasile.

 

Cosa ne pensi della scena musicale bolognese?

La scena musicale bolognese è molto ampia e bella, si trova musica di ogni genere con artisti favolosi e ci sono davvero molte iniziative in questo ambito culturale. Ne sono felice.

 

Puoi considerarti unica nel tuo genere in questo momento?

Al momento penso di poter dire di si. Solitamente i brasiliani propongono la Bossa nova o la Samba. A me invece piace mescolare, visto che sono cresciuta in un ambiente dove erano molto presenti anche il Reggae, il Rock e il Blues.

 

Riusciresti a descrivere la tua musica in poche parole?

In realtà è un po’ complicato perché è musica molto eterogenea e sfugge dall’avere una definizione precisa.

 

Infine, cosa ti piacerebbe dire a i tuoi ascoltatori?

Mi piacerebbe dire che a prescindere dall’essere apprezzata o meno ciò che faccio lo faccio con il cuore e poi vorrei che la gente riuscisse ad essere attraversata da quella vibrazione benefica che cerco di trasmettere.

 

Nilza, grazie e buona fortuna!

Grazie!

 

English Version:

 

INTERVIEW WITH NILZA COSTA

Amongst the various personalities present in Bologna’s colourful music scene, Nilza Costa is without a doubt one of the most fascinating and unique. Her voice is so vigorously deep that it can instantly enchant the listener. She started in Ondina, a town close to Salvador da Bahia in Brazil, and arrived in Bologna in 2006, from a very early age she’s maintained a strong connection with her origins and with the musical traditions of African influence of her city of birth. Her work is therefore a union between these ethnic traditions, characterized by typical rhythms of Latin-American culture and other influences such as jazz, reggae and soul. Nilza is currently part of “Gastrobahia” cultural association, involved in the promotion of Afro-Brazilian culture in Bologna, with initiatives trying to popularizing culinary specialties, music, dances and other peculiarities of Bahia’s rich multicultural tradition.

This year Nilza has also recorded her first studio album. The CD contains ten tracks characterized by a very refined sound and lyrics in Portuguese and English which mainly express ethic and political issues and try to shake the listener’s awareness, the album presents itself as a polished and elaborate work in the sphere of world music, specifically Afro-jazz. Nilza is now trying to promote her musical project through “Crowdfunding”, in other words, a new type of collaborative financing by groups or people.

The interview which follows is the result of an encounter with the singer at SoundLab studios in Bologna

Nilza, when did you realize you wanted to be a singer?

When I was very small, I was singing in my town’s parish church choir, that’s where my passion for music began. We’d sing mainly gospel, but soon I started liking many other genres, and not only of African-American tradition. I wrote my first song when I was 12 years old.

The album you’ve just recorded, is it the result of a specific phase of your life or of different periods?

All the song present on this album were written in Italy, after my arrival in Bologna in 2006.

So what has changed from 2006?

Before I arrived in Italy I had only ever sung in choirs and people kept asking me why I didn’t try singing solo as I already had a good repertoire of songs written by myself. But I was very shy and I still am. Once I was in Italy I put this fear aside and I managed to gain more self-confidence year by year.

Is there a song on the album which you consider particularly meaningful?

There are two or three that I particularly like and on which I put a lot of emotional effort, I’m talking about Pedra de Pedro, Blues Yansa and Inspiracao primeira.

And what are the themes and issues treated in these and other songs?

I mainly speak about social and political issues, usually linked to a specific event, the situation in general or a personal experience… I’d like to write about love but I consider it a very complex topic which should be treated with the right intensity, Pedra de Pedro is about love but not between two people, it’s more about love as a universal idea.

How do you find inspiration? Is there one or more artists you can relate to?

I simply enjoy writing, I usually start by thinking of a problem or a social issue in the world and writing music I’d like this to serve as therapy or comfort for me and others, this is all a natural process. There are many artists I can relate to, in this moment I can think of Ian Curtis and Bob Marley in particular.

Why an album in Portuguese and English in Italy?

To me music is universal which belongs to everyone, it doesn’t matter where it comes from or how you sing it, what is important is that it exists everywhere under different forms.

I heard about the fund-raising which you and your colleagues have organized for the production of the album, could you explain how it works?

Yes, we are looking for other collaborators, we’ve uploaded the album online and we hope to find someone who’d be willing to help develop the project, it’s quite a common practice.

Do you have other projects for the future?

As any Brazilian would say, my future is now… I’m not used to thinking of what’s going to happen later or next year and so on.

Anyway, I know you’ve worked with different artists in the past, who would you like to work with in the future?

I don’t know, it doesn’t have to be someone famous, we’re all famous in my opinion… Right now I would say Andrea Bocelli, I’ve been listening to him since I was in Brazil.

What do you think of the music scene in Bologna?

The music scene in Bologna is beautiful and vast, you can find music of all genres by fabulous artists and there are many initiatives in this cultural field. This makes me very happy.

Can you consider yourself unique in your genre at the moment?

At the moment I think so. Usually Brazilians are all about bossa nova or samba, whereas I like to mix because I grew up in an environment where reggae, rock and blues had a strong presence.

Would you be able to describe you music in just a few words?

In truth it’s quite complicated because it’s very heterogeneous music and doesn’t have a precise definition.

Finally, what would you like to say to listeners?

I’d like to say that, regardless of whether I am appreciated or not, I put my heart in everything I do and I would like people to be able to feel the positive vibration I always try to spread.

Nilza, thank you and good luck!

Thank you!

 

Antonio Oliviero

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